Walter Fillak

(Gennaio, Martin)

Di anni 24 - studente nato a Torino il 10 giugno 1920 -. Espulso dal Liceo Scientifico di Genova per professione di idee antifasciste e costretto a studiare privatamente alla facoltà di chimica industriale dell'Università di Genova fonda, nell'inverno 1940-41, una cellula comunista studentesca in collegamento con le cellule di Torino, Casale, Livorno e Roma e stabilisce primi contatti con gli operai di Sampierdarena - nel 1942 arrestato una prima volta dall'OVRA insieme a tutto il direttivo genovese del Partito Comunista Italiano - tradotto nelle carceri cittadine - trasferito nelle carceri di Apuania, poi nelle carceri Regina Coeli in Roma a disposizione del Tribunale Speciale - liberato dopo il 25 luglio 1943 - nel settembre 1943. è a Torino ove organizza in nuclei operativi militari sbandati - partigiano a Pian di Castagna (Acqui) - comandante di distaccamento nei dintorni di Genova - vice-commissario politico della 3 Brigata Garibaldi " Liguria " sull'altipiano di Marcarolo (Genova) - protagonista di numerose missioni e colpi di mano a Genova insieme al compagno Buranello che il 2 marzo 1944 sarà preso e fucilato - dopo un azione in forza di tedeschi e fascisti che disperdono la brigata, si porta ad Acqui, poi a Milano - braccato, tenta di passare in Jugoslavia - non riuscendovi passa in Svizzera - ne rientra dopo tre mesi -è commissario politico nella zona di Cogne (Valle d'Aosta) e comandante della VII Divisione Garibaldi operante nella Bassa Valle d'Aosta, nel Canavesano e nel Biellese -. Catturato la notte fra il 29 ed il 30 gennaio 1945 in località Lace (Ivrea), con i membri del suo comando che saranno tutti fucilati, in seguito ad imboscata di reparto tedesco guidato da un delatore -- Processato il 4 febbraio 1945 dal Comando Militare tedesco di Cuorgnè (Torino) -. Impiccato alle ore '5 del 5 febbraio 1945 lungo la strada di Alpette nei pressi di Cuorgnè - spezzatosi il cavo, l'esecuzione viene sospesa e dopo qualche tempo ripetuta.

 

4.2.1943

Mio caro papà,

per disgraziate circostanze sono caduto prigioniero dei tedeschi.

Quasi sicuramente sarò fucilato - Sono tranquillo e sereno perché pienamente consapevole d'aver fatto tutto il mio dovere d'italiano e di comunista. Ho amato sopra tutto i miei ideali, pienamente cosciente che avrei dovuto tutto dare, anche la vita; e questa mia decisa volontà fa si che io affronti la morte con la calma dei forti.

  • Non so altro che dire.
  • Il mio ultimo abbraccio... Walter

     

  • Il mio ultimo saluto a tutti quelli che mi vollero bene.
  • Mia cara mamma,

    è la mia ultima lettera. Molto presto sarò fucilato. Ho combattuto per la liberazione del mio Paese e per affermare il diritto dei comunisti alla riconoscenza ed al rispetto di tutti gli Italiani. Muoio tranquillo perché non temo la morte.

    Il mio abbraccio a te e Liliana, saluta la mia fidanzata Ines. Addio...

    Walter

     

    Mia carissima Ines,

    sono caduto prigioniero e sarò fucilato.

    Non mi pento di quanto ho fatto per la Causa: e non cambierei la mia vita anche se mi fosse possibile tornare indietro. Spero che la brevità della nostra conoscenza diminuirà il tuo dolore e ti auguro di aver presto, molto presto dalla vita quella felicità che avrei voluto darti io.

    Il mio ultimo bacio... Walter