BIOGRAFIA POLITICA DI PAGLIA CESARE

( U Paggia )

 

1895- 1949

 

1895 – Paglia Cesare nasce a Cagliari (Sardegna) da umile famiglia proletaria: il padre è anarchico.

Dalla nascita fino al 1909 è a Cagliari, dove interrotti gli studi, a causa delle condizioni di povertà famigliari che, nell’isola come nel resto del paese, accomuna tutti i proletari, si mette a lavorare, fa numerosi mestieri, è bravissimo nel costruire cesti di vimini. Cesti che vengono usati per il trasporto del pane, è durante questo periodo che è assunto come garzone di fornaio, ed è da allora che viene a conoscere l’arte della panificazione, che più tardi sarà d’aiuto in Genova per trovare lavoro. 

1910 - Emigra, in cerca di una occupazione migliore, dopo una provata parentesi di lavoro in miniera: imbarcatosi a Porto Torres sbarca a Genova. 

1911 – Conosce, qui in Genova, giovane ragazzo, frequentando l’associazione dei panificatori genovesi, gli ideali del  Socialismo, si appassiona alla causa del lavoro.

1911 - 1915 - Raggiunta l’età, viene ammesso nelle fila della Gioventù Socialista. Continua a studiare da autodidatta e coltiva la sua passione per il bel canto, possiede, infatti, una meravigliosa voce da tenore.  E’ marinaio, imbarcato in navi di piccolo cabotaggio, ed è durante questi viaggi, che conosce in Cagliari la sua futura compagna. 

1915 - 22 maggio, si sposa in Cagliari, con Podda Lorenza. 

1915 - E’ attivo militante nella frazione di sinistra del P.S.I. (Bordiga) nella zona di Genova-Carignano, ove ha sede una fra le più attive sedi del Partito socialista genovese.

1917 - Si schiera con la rivoluzione russa, confermando la sua adesione alla frazione di sinistra del P.S.I., già presente all’interno del PSI con Bordiga, ma preferendo la linea espressa da Antonio Gramsci, di cui segue assiduamente le pubblicazioni sull’Avanti, sul Grido del Popolo e poi dalle pagine del quotidiano l’Ordine Nuovo.

1919 - E’ attivo propagandista e diffonde in Genova lo spirito dei consigli di fabbrica (Soviet), segue e diffonde le pubblicazioni dell’ Ordine Nuovo (Torino) di A.Gramsci.

1920- 1921 Arrestato a seguito della violenta repressione reazionaria, scatenatasi nel paese a seguito dei grandi scioperi operai, scioperi dove è sempre in prima fila a diffondere la propaganda comunista

1921 – Aderisce, dopo il XVII Congresso del PSI, al Partito Comunista d’Italia (P.C.I) e contribuisce con la sua attività alla costruzione del Partito Comunista in Genova. 

1921 - E’ processato, insieme con il compagno Bruno Vanni e ad altri 33 comunisti.

  1921 - E’ assolto, assieme a Bruno Vanni e agli altri 33 comunisti, grazie alla magnifica difesa dell’avvocato Tucci che smantella il castello di menzogne e tutte le provocazioni ordite dalla sbirraglia fascista.

 

  1922 - 1923 Attivo nel propagandare gli ideali comunisti e la sua fede antifascista, a seguito di scontri con le squadracce fasciste è ferito alla testa da una spranga di ferro. E’ a lungo sofferente a causa del trauma cranico subito.

 

  1923 -1924 Sottoposto ad ogni angheria da parte dei fascisti ed a continui interrogatori di polizia, è ricattato, gli si offre un lavoro sicuro se rinnegherà la sua fede e aderirà al partito fascista. Respinge sdegnato l’infame ricatto. Negatagli la possibilità di lavorare, riesce nonostante la continua sorveglianza a sostenere la sua famiglia accettando i lavori più umili.

 

1924 -1925 Trova da lavorare come conciapelli, a quel tempo attività fiorente anche a livello artigianale sulle rive del torrente Bisagno (Val Bisagno), dopodiché riesce a riprendere la sua attività di panificatore. Lavoro in cui Paglia Cesare si distinse e divenendo con lui il nome dei Paglia sinonimo dell’attività panificatrice nella zona della Val Bisagno.

 

1925 - 1942 Sempre sottoposto alla più dura repressione ed a rigidissimo e assiduo controllo di polizia (è schedato, quale perseguitato politico, come anarchico-comunista), è periodicamente prelevato nottetempo e recluso nelle carceri di Marassi: in modo particolare è sottoposto a ferreo controllo di polizia e imprigionato, durante le visite ufficiali (ed anche quelle non ufficiali) di Mussolini e degli alti gerarchi del regime. Nonostante questo, continua la sua attività politica mantenendo viva e operativa la cellula clandestina del Partito Comunista d’Italia in Val Bisagno.

 

    

1943 - Dopo l’ 8 settembre è attivissimo nella costruzione della rete clandestina dei G.A.P. genovesi. Ricopre importanti incarichi di fiducia nel Partito, è eletto commissario politico.

 

1945 - Durante i combattimenti per la liberazione della città, viene, numerose volte, fatto segno dai colpi dei cecchini fascisti. Nella giornata del 27 aprile, evita per un soffio la morte, mentre in Piazza Romagnosi dirige le operazioni militari, questo perché il colpo, a lui diretto, è intercettato dal Partigiano Joan (Paglia Marcello), nipote di Cesare, il quale scoperta la manovra del cecchino fascista, con il suo corpo fa da scudo allo zio. Il partigiano Joan muore a seguito della ferita mortale pochi giorni dopo. 

 

 1945 -1946 - E’ attivo nella ricostruzione delle sedi di Partito. Si distingue nel Partito, per la sua attività in favore dell’ideale comunista, acquisisce nuovi proseliti, iscrivendoli, proprio nel 1945, i giovani partigiani scesi dai monti. Assieme ai compagni genovesi del quartiere di Marassi e S.Fruttuoso espropria le Case del Fascio di Via Moresco e di Via Robilant, le quali sono trasformate in Case del Popolo. Nella Casa del Popolo di Via Moresco, su sua proposta la «Brigata Firpo» di cui era il Commissario Politico, si fa promotrice, quale nucleo di fondazione,  per costituire la Sezione A.N.P.I. del quartiere di Marassi che viene intitolata alla memoria del Comandante partigiano, Medaglia d'oro al V.M. della Resistenza Giuseppe Arzani "Kikirikì".

 

1946 - Partecipa alla sottoscrizione nazionale lanciata dal partito a raccogliere fondi per la Costituente e per diffondere gli ideali democratici del nuovo corso repubblicano.

 

1946 -1948 Si distingue nelle attività culturali, legate specialmente alla sua ardente passione per la lirica. E’ nominato direttore artistico del Teatro Popolare della Casa del Popolo. Organizza numerosi concerti, invitando artisti di fama mondiale, tra cui Beniamino Gigli.

 

1948 - Il fisico ormai minato da una dura vita di privazioni e sofferenze ha ragione del suo invitto coraggio. Si ammala gravemente, colpito da cancro.

 

1949 - 4 ottobre, all’età di 54 anni, negatagli, a causa della sua condizione sociale, una necessaria operazione chirurgica, dopo lunga sofferenza, abbandonato dalle nascenti istituzioni democratiche, per l’affermazione delle quali aveva combattuto con ferrea tenacia comunista per tutta la sua vita, muore in Genova (Via Moresco) confortato dalla sua famiglia e dai numerosi compagni accorsi al suo capezzale.

 

 

Biografia redatta dal nipote Luciano Bezeredy, tramite racconti e notizie tramandati in famiglia, ed alcuni documenti sottratti all’incuria del tempo e gelosamente custoditi dalla figlia Paglia Marisa.

 

 

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