

Nicola Boido, Partigiano e dopo la liberazione attivo dirigente sindacalista nella ricostruita CGIL, assieme ai compagni Lorenzo Bezerédy e Panzani, tutti e tre provetti elettricisti diplomati, occupati nelle O.E.G. - Officine Elettriche Genovesi - il 14 Luglio 1948, a seguito dell’attentato al Segretario Generale del Partito Comunista Italiano Palmiro Togliatti, la CGIL proclamò lo sciopero generale. A Genova, su ordine della C.d.L di Genova - Camera del Lavoro -, essendo di servizio in centrale, Boido, Bezerédy, Panzani, ricevuto l'ordine, con l'assicurazione che le Commissioni Interne dei principali ospedali cittadini avvertite avevano già provveduto a mettere in funzione i gruppi elettrogeni di emergenza, interruppero l’erogazione dell’energia elettrica, attuando quello che oggi conosciamo come Black out. L'erogazione dell'energia elettrica venne a mancare in buona parte della città, e questo contribuì in modo determinante a dare forza alla protesta della Classe Operaia genovese scesa in piazza, alcuni ricordano che furono addirittura saldati, dagli operai saldatori del porto, i Tranvai alle rotaie ( coulisse dei tranvai) a formare delle formidabili barricate ad arginare le cariche della celere di Scelba. In seguito, chi diede l'ordine, dalla Camera del Lavoro, negò di averlo dato, togliendo a questi Operai delle O.E.G. ogni possibilità di difesa. Colpiti dalla reazione capitalista, subirono un processo e vennero licenziati.