La Memoria

Pubblichiamo, in occasione del 25 Aprile questa preziosa testimonianza scritta dal Partigiano Renna (Giorgi Renato) della Brigata Arzani, in ricordo della valorosa Partigiana Olga e di tutti i suoi compagni di lotta.

LA SEZIONE ANPI-MARASSI /ARZANI


Ad un'amica

Questa è la storia di una grande donna, che come tante altre italiane, hanno partecipato alla Resistenza. La racconto perché l'ho vissuta e perché a questa donna, coraggiosa e leale, ho voluto bene. Un bene puro, senza cattiveria e senza maldicenza per i malpensanti.

Ho conosciuto Olga (Nella Lombardo) - di origine genovese - nel giugno del '44 in Val Borbera, con i partigiani. Io provenivo dalla Val Trebbia e mi sono unito alla sua formazione partigiana, comandata da Marco. Olga a quel tempo, era giovane e pur non essendo bella era carina possedeva una grande carica di simpatia. Parlava pacatamente però era piena di una "grinta" tale, da suscitare invidia tra gli uomini. In tutto il gruppo eravamo solo in cinque genovesi, Lei compresa, e stringemmo subito amicizia raccontandoci vicendevolmente le nostre storie.

Ed ora è la storia di Olga che voglio ricordare, in sua memoria e perché altra gente leggendo queste righe possano conoscerla.

Originaria di Savignone, nella Valle Scrivia, e lì sfollata in tempo di guerra, però era a lungo vissuta a Genova. Per i suoi motivi personali, nutriva un odio profondo nei confronti dei Nazi-fascisti e decise perciò di unirsi ai Partigiani della Val Borbera. Erano i primi mesi del '44 e le formazioni erano ancora composte da gruppi esigui ma nonostante ciò Lei si unì a loro e fu subito benvoluta da tutti e in special modo da Marco, il Comandante, un biondo e bel ragazzo milanese che nutriva molta stima nei suoi confronti.

Quando io giunsi tra loro, con altri due genovesi, erano circa una quarantina, tutti giovani, come del resto anch'io. In gran parte provenivano dalla Pianura Padana e dalle colline di Tortona e Voghera, tutti scappati dalla loro casa per non cadere nelle mani del nemico e finire prigionieri in Germania e per difendere il loro ideale antifascista. Elencare i nomi di tutti è superfluo, per chi non li ha conosciuti, ma io li ho ancora tutti nel cuore.

Non è facile raccontare brevemente un anno di montagna passata con Olga e con i miei compagni perché dovrei scrivere un romanzo, ma almeno due episodi e due nomi a Lei legati, li voglio ricordare.

Il primo nome è " Kikirikì ", alto, forte e gran combattente - medaglia d'oro alla Resistenza, seppellito al suo paese, Viguzzolo (AL). - Kikirikì (Virgilio Arzani) proveniva dal paese che diede il maggior numero di Partigiani, in quella zona, era Tenente dei Bersaglieri, e fu uno dei primi a salire in montagna per combattere il fascismo. Subimmo nell'agosto del '44 un rastrellamento nelle gole di Pertuso (Val Borbera) e ci scontrammo con fascisti e tedeschi. Le forze avversarie erano maggiori delle nostre e fummo costretti a ritirarci lasciando sul terreno morti e feriti. Kikirikì, ferito ad un ginocchio, fu messo su un carro e trasportato a Caldirola, dove funzionava un ospedale provvisorio, seguito da Olga. Insieme con gli altri fu curato, con Olga sempre al suo fianco, amorevole infermiera, che anche in questa occasione dimostrò di essere una donna eccezionale e con un forte e meraviglioso carattere.

Noi restammo invece sulla collina a combattere la guerriglia.

Tedeschi e Brigate nere puntarono verso l'alto convinti di trovare noi, purtroppo, scoprirono i nostri feriti. Forse i tedeschi della Wermacht li avrebbero lasciati vivere, ma i brigatisti neri, famelici lupi, li uccisero con bombe a mano, incattiviti, anche dalla presenza di Kikirikì di cui conoscevano l'eroico comportamento di partigiano. Alla sua morte un brigatista disse: - ora Kikirikì non canta più. Piansi per la sua morte, e per il destino di Olga, forse peggiore. Infatti, finito il rastrellamento scoprimmo che era stata fatta prigioniera e condotta alla Casa dello Studente di Genova, posto orribile per gli antifascisti. Con uno scambio di ufficiali tedeschi, nostri prigionieri, riuscimmo a liberarla. Rivedemmo Olga, ci abbracciammo e Lei ci raccontò le torture psicologiche subite durante la sua prigionia. Insieme si pianse. E tutti insieme ritornammo a combattere.

Il secondo nome è quello di Marco, il nostro comandante, grande amore di Olga. Si volevano molto bene ed avevano deciso di sposarsi, a fine guerra. Ma il destino pensò di dividerli. Marco morì l'ultimo giorno di combattimento. Per Olga fu un dolore immenso e straziante. Lo ha sempre ricordato per 43 anni, finché la morte non ha preso anche lei.

Dopo una lunga ed inesorabile malattia Olga ha accolto la morte come una liberazione, felice di unirsi al suo amore. Ha lasciato tanti scritti bellissimi. Con un gesto di generosità, ha donato una borsa di studio - a nome di Marco - ad uno studente meritevole.

Non si può non averle voluto bene. Non ha mai conosciuto felicità, se non accanto a Marco, troppo breve. Ricordo che in tutti questi anni per la festa del 25 Aprile, ci incontravamo sulle "nostre montagne", e Lei era sempre con noi, a ricordare i nostri morti, da Kikirikì (Viguzzolo) a Marco (S.Sebastiano Corona) dove oltre alla scuola a suo nome è stato eretto un monumento in sua memoria.

Il prossimo anno nelle nostre preghiere il giorno del 25 Aprile, di fronte alle lapidi dei caduti, ci sarà anche lei, non più vicino a noi ma sempre nei nostri cuori.

Qui termina il mio " ricordo " dedicato ad Olga e ai compagni morti per la Patria, ma soprattutto morti per seguire un loro ideale. Olga è mancata nel Luglio 1988.

Queste frasi sono state scritte con il cuore da "un" Partigiano, ma a nome di tutti quelli che l'hanno conosciuta sulle montagne.

Ciao Olga, riposa in pace, insieme ai nostri amici di tutta una vita, conservateci un posto vicino a Voi.

Un partigiano della Brigata Arzani

Renna (Giorgi Renato)

(…di questa preziosa testimonianza siamo debitori alla cara Signora Silvana, moglie del partigiano Renna, la quale in occasione della ricorrenza del 25 Aprile di quest'anno (2001) durante la manifestazione ciclistica, gimkana per i bambini del quartiere di Marassi (9ª Coppa Arzani), si è avvicinata al nostro palco a farci dono di questa bellissima lettera di Renna. Grazie Signora Silvana, grazie Renna.)

Genova, lì 24 Aprile 2001

 

(trascritta dall'originale, per Internet e per gli usi di Archivio dell'ANPI da Luciano Bezerédy)

www.anpimarassi.it

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