
Brevi note biografiche
Mario Toffanin (Giacca) è nato a Padova nel 1912. All'età di sette anni si è trasferito a Trieste con il padre per motivi di lavoro. A 17 anni lavora come garzone in un'officina meccanica, chiede l'iscrizione al Partito comunista. Dopo quattro anni d'attesa nel 1933 entra nel Partito. Nel 1939 il Partito lo invia a Zagabria per evitare l'arruolamento in guerra. Nel 1941 inizia l'invasione nazista della Jugoslavija e il bombardamento di Belgrado. Toffanin è incaricato della formazione delle Brigate partigiane. Nel periodo 1941-1943 è con i partigiani in Croazia. Il 20 aprile del 1943 è arrestato, ma quattro mesi dopo riesce a fuggire (con altri 28 compagni) mentre veniva trasferito in Germania. Nel 1943 dopo l'armistizio (8 settembre) viene chiamato a Trieste a dirigere i GAP. Il 19 aprile 1944 sua moglie viene arrestata e deportata ad Auschwitz da dove ritornerà il 15 ottobre del 1945. Lui invece viene trasferito e assegnato al comando dei GAP di Udine. Nel 1945 lavora come funzionario del partito a Trieste. Nel 1946 cominciano le denunce per Porzùs e si trasferisce in Jugoslavia. Riceve il "Panizanska Spomeniza 1941", il più alto riconoscimento jugoslavo per la lotta partigiana. Nel 1949, dopo la cacciata della Jugoslavia dal COMINFORM, passa in Cecoslovacchia. In Italia ai processi per Porzùs (1952) viene condannato all'ergastolo (pena commutata a trent'anni). Nel 1975 viene graziato dal Presidente Pertini.

Rispondiamo a questa email, scelta tra alcune delle missive che abbiamo ricevute, alcune sono inviate dichiaratamente con stile fascista, apologetiche e farneticanti, questa l'abbiamo scelta , non perché differisca molto nei contenuti ma perché è stata inviata dichiarandosi l'autore antifascista e comunista. La nostra opinione è che si tratti di una provocazione, rispondere su quanto è accaduto a Porzus lo riteniamo comunque necessario, questo ad opporre sempre in difesa dei valori di libertà e democrazia espressi dalla Resistenza la verità storica, contro il dilagare del revisionismo storico e politico.
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Ecco il testo dell'email ricevuta:
Considero anche i comportamenti negativi adottati. Esempio...la fucilazione dei militi della Tagliamento a Rovetta nel bergamasco...i fatti di malga-porzus (leggete Gervasutti oppure guardate Porzus di Martinelli)... i nostri partigiani comunisti che hanno combattuto con il IX korpus sloveno di Tito autore delle famosissime Foibe (desidero conoscere la vs. posizione a riguardo)...e via dicendo...l'uccisione di Ettore Muti o del federale di Milano Resega ad opera GAP o del federale di Ferrara Ghisellini..... ritengo che non sia possibile sostenere che i partigiani non hanno compiuto nessun crimine perche` e` storicamente impossibile. e non ho letto Pisanò (il triangolo della morte) però vi consiglio di leggere Sangue chiama Sangue dello stesso...
firmata Andrea
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Per i fatti di Porzûs, la storia, quella vera dei fatti accaduti è quanto risulta dalle dettagliate testimonianze trascritte nei verbali del Comando di Brigata e poi misteriosamente sottratti all'ANPI di Udine e da chi era materialmente presente, ossia le reali circostanze descritte dal Comandante "Giacca" Mario Toffanin, Comandante dei GAP di Udine. Innanzitutto occorre fare un netto distinguo fra la Brigata Osoppo e le formazioni Partigiane inquadrate nelle Brigate Garibaldi. La Osoppo era stata appositamente costruita per ostacolare le attività dei Garibaldini del Friuli, i suoi dirigenti erano tutti uomini pregni di un acceso nazionalismo, al contrario del fervente patriottismo che animò sempre le Brigate Garibaldi, erano uomini di destra, nazionalisti e monarchici, opportunisti animati da un profondo anticomunismo. Alla costituzione della Osoppo contribuirono gli inglesi che operavano nella zona di Udine. Inoltre la lunga mano del Vaticano, che in Friuli ha sempre avuto una grande influenza, indirizzava gli uomini (i giovani che si avvicinavano agli ideali antifascisti e desiderosi di combattere nelle file Partigiane) verso la Osoppo, addittando allo spregio le "cattive" Brigate Garibaldi perché covo dei malvagi comunisti. La propaganda clericale del tempo descriveva i partigiani comunisti, inquadrati nelle Brigate Garibaldi, come dei Satana spergiuri che volevano consegnare il Friuli alla Jugoslavija. Furono del resto pure inglobati nella Osoppo molti fascisti, come il Reggimento Alpini Tagliamento (formazione della Repubblica di Salò) che operava nella zona con il compito di combattere i "comunisti jugoslavi", e, questo avvenne con la mediazione dell'Arcivescovato di Udine (Arcivescovo Nogara). Lo scopo della Osoppo e della Tagliamento infatti coincideva, l'obiettivo comune era quello di criminalizzare i partigiani delle Garibaldi.
In molte zone facevano persino presidi misti, cioè repubblichini e osovani.
Quelli della Osoppo, si appropriavano delle forniture inglesi che spettavano alle Garibaldi, l'accordo con gli inglesi era che il 30% di ogni lancio fatto alla Osoppo doveva essere destinato alle Garibaldi. Quelli della Osoppo non rispettarono mai l'accordo ed i Garibaldini per approvigionarsi e procurarsi armi dovevano assaltare i presidi tedeschi e fascisti.
Non mancò l'infiltrazione di una spia al soldo dei nazi-fascisti, questo avvenne nel Gennaio del 1945, quando si presentò per essere inquadrato nelle file partigiane della Garibaldi, un certo Marson Guido (Wolf), un elemento che risultò subito sospetto ai Garibaldini essendo già appartenuto alla Osoppo. Questi impedì, con il suo fare sospetto ed il modo di agire, molte azioni di sabotaggio. Venne poi smascherato, perché scoperto in flagrante mentre complottova con altri emissari fascisti della zona, tutti al soldo dei nazi-fascisti. Nell'interrogatorio Marcon confessò due episodi in cui dei compagni vennero uccisi per ordine dei responsabili della Brigata Osoppo. Raccontò di sei garibaldini feriti, presi dai tedeschi grazie a lui e ad altri della Osoppo e di vari altri garibaldini feriti, finiti nelle mani della Osoppo e lasciati privi di cure a morire chi dissanguato, chi per le soppravvenute infezioni. Fece un elenco di spie con cui era in contatto e di borghesi che sostenevano la Osoppo nella speranza di non essere toccati e di garantirsi la propria attività alla fine della guerra. Marson fu giustiziato, dopo regolare sentenza emessa dal tribunale di guerra partigiano, alla presenza dei battaglioni dei GAP alla fine del Gennaio 1945. Dopo pochi giorni, arrivò al comando dei GAP di Udine l'ordine di preparare l'assalto al carcere di Udine per liberare i compagni prigionieri. La preparazione dell'azione militare fu affidata al Comandante Giacca, l'azione fu decisa per il febbraio 1945, e fu due giorni prima di questa data che il Comandante Jolly (Giorgio Julitte, comandante del reparto Tremenda dei GAP di Udine) comunicò la notizia che due partigiani gappisti del suo reparto che operavano in pianura erano stati uccisi. I contadini della zona che avevano assistito al fatto, dichiararono di avere visto essere stati uomini con i fazzoletti verdi della Brigata Osoppo, che erano friulani e che conoscevano alcuni di loro. Il Comandante Giacca, decise di andare a fondo e pertanto volle assicurarsi di persona: i contadini gli confermarono la versione dell'accaduto.
Il gravissimo atto provocatorio andava chiarito, così il 7 febbraio, mentre il grosso del GAP andava a compiere l'azione al carcere di Udine, il Comandante Giacca con 30 uomini salì in montagna per incontrarsi con il Bolla (Francesco De Gregori "Bolla", monarchico, ufficiale dell'esercito italiano, comandante del gruppo est della Brigata Osoppo) e chiedergli spiegazioni dell'accaduto, il perché erano stati uccisi dei gappisti da uomini direttamente sotto il suo diretto comando. Giacca e i suoi uomini arrivarono alla postazione, dopo varie peripezie, attraversando un fitto cordone di guardia, guidati da un comune corriere, Dinamite, usato sia dai GAP come dalla Osoppo, fu questo corriere che riuscì a far passare indenni attraverso la fitta maglia di sorveglianza i gappisti. Arrivati alla postazione della Osoppo, trovarono il gappista Balilla, uno dei pochi gappisti ancora vivo e la ricercata Elda Turchetti (questa donna, spia al servizio dei tedeschi, era responsabile della morte di oltre 120 persone era già stata segnalata da Radio Londra, denunciando il suo operato e impartendo l'ordine di eliminarla al più presto).
Bolla dichiarò che era a conoscenza dell'ordine emanato da Radio Londra di eliminarla, ma che aveva deciso di tenerla lì per poterla processare alla fine della guerra. Aggiunse che anche la commissione inglese (risultò questo essere falso), da poco partita per passare in rivista le altre formazioni della Osoppo, era d'accordo. Per questi motivi la spia Elda Turchetti fu giustiziata insieme al Bolla, a Gastone Valente e ad Enea. Gli altri vennero arrestati e portati via da quel Presidio per poter chiedere successivamente altre informazioni. Erano tutti elementi reazionari, attendisti, mantenevano rapporti con i fascisti, erano insomma traditori dei combattenti della libertà. Occorre poi annoverare nelle circostanze che sono connesse a Porzûs l'azione al carcere di Udine. L'assalto al carcere di Udine fu una delle azioni più grosse dei GAP, furono liberati 80 prigionieri. In quanto ai rapporti con i partigiani jugoslavi è ovvio che furono rapporti di cooperazione, era un rapporto con obiettivi comuni essendo un rapporto tra combattenti partigiani , combattevano per lo stesso ideale, per il riscatto del proprio popolo e della propria patria, le Garibaldi riuscirono anche ad aiutare i Partigiani Sloveni fornendo loro viveri e altro materiale, comprese molte armi che riuscivano a requisire ai tedeschi e ai fascisti, era una delle funzioni assegnate dal CLN alle formazioni garibaldine, quelle di rifornire di viveri il Nonus Corpus d'Armata Sloveno. Tutto quello che era in eccedenza confluiva a loro. I gappisti erano uomini molto generosi, sempre disponibili e fedeli alle direttive. Furono costretti, tutti ad espatriare in Jugoslavija, in seguito al complotto organizzato contro di essi per i fatti di Porzus, rientrarono in Italia convinti di poter provare la loro innocenza, essendo stata la loro una azione inquadrata negli obiettivi e negli scopi della Lotta di Liberazione, invece vennero tutti arrestati. Dopo molti anni di esilio fecero chi uno, chi due e chi sette anni di carcere. I Gappisti erano tutti ricercati, e nel processo in cui fu condannato il Comandante Giacca, furono assegnate condanne complessive per più di 800 anni. Tutti i gappisti che erano al comando di Giacca furono condannati, mentre al contrario assegnarono la medaglia per la Resistenza ad un ufficiale italiano, fratello di un partigiano, che molti testimoni asserirono averlo sentito vantarsi di aver bruciato mezza Jugoslavija e rallegrarsi che l'esercito nazista era riuscito ad arrivare a Mosca. Finirono condannati e quindi incarcerati anche parte degli uomini che non avevano partecipato all'azione di Porzûs, quelli che avevano dato l'assalto al carcere. La tesi dell'accusa al processo era che l'ordine per l'azione di Porzus era stato impartito dal Nonus Corpus d'Armata Sloveno, passato al Partito Comunista Italiano nella figura di Modesti e quindi giunto al Giacca. In realtà tutto gli eventi si svolsero in modo diverso come abbiamo già avuto modo di capire. Se fosse stata un azione premeditata, non sarebbe certo stata eseguita in contemporanea con l'assalto al carcere di Udine. Inoltre risulta dai verbali di una riunione ristretta dell'OZNA (il servizio di sicurezza dei partigiani jugoslavi), tenutasi il 21 febbraio 1945 (due settimane dopo Porzus), dove all'ordine del giorno c'era di indagare per scoprire cosa fosse successo a Porzûs. Questa è la prova che i Partigiani jugoslavi non sapevano cos'era successo e che non potevano essere loro i mandanti. La versione data dei fatti servì invece per alterare la verità e sostenere che fra partigiani jugoslavi e partigiani garibaldini italiani c'era un'intesa per la cessione di una parte del Friuli alla Jugoslavija. Al processo non si parlò mai della spia Marson, del ruolo che questi aveva svolto, e questo perché avrebbe dimostrato i rapporti di collaborazionismo della Osoppo con i nazi-fascisti. All'ANPI di Udine erano inoltre spariti tutti i verbali (sono stati solo ritrovati recentemente). Il presidente dell'ANPI di allora, purtroppo, risultò essere uno della Osoppo. Oltre a questo occorre considerare che la situazione nell'Italia orientale era ben diversa dal resto del nord Italia, questa era una terra che apparteneva all'Italia solo a partire dalla I guerra mondiale, una terra multietinica. In Italia il fascismo era la mano violenta della borghesia contro il proletariato, mentre nell'Italia orientale il fascismo si presentava oltre che sotto l'aspetto di classe, anche come soppressione delle nazionalità: proibito parlare lingue slave, chiusura di tutte le istituzioni culturali non italiane. Oltre a questo il Friuli nel' 43 era stato annesso alla Germania insieme a Lubiana e all'Istria. Erano i tedeschi che comandavano. Dopo il' 45, per altri 8 anni c'è stata l'occupazione angloamericana. Quindi la guerra è continuata con mille intrecci, lotte, nazionalismi e servizi segreti.
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Da una delle ultime interviste al Comandante Partigiano Giacca (1996)
Notizie reperite dal Web Master (Luciano Bezerédy)
