Epigrafe di:Piero Calamandrei
Non
rammaricatevi
dai
vostri cimiteri di
montagna
se giú al piano
nell'aula ove fu giurata
la Costituzione
murata col vostro sangue
sono tornati
da remote caligini
i fantasmi della vergogna
troppo presto li avevamo
dimenticati
è
bene che siano esposti
in vista su questo palco
perché tutto il popolo
riconosca i loro volti
e si ricordi
che tutto questo fu vero
chiederanno la parola
avremo tanto da imparare
manganelli
pugnali patiboli
vent'anni di rapine
due anni di carneficine
i briganti sugli scanni i
giusti
alla tortura
Trieste venduta al
tedesco
l'Italia ridotta un rogo
questo
si chiama governare
per far grande la patria
apprenderemo
da fonte diretta
la storia vista dalla
parte dei carnefici
parleranno i diplomatici
dell'Asse
i fieri ministri di Salò
apriranno
i loro archivi segreti
di ogni impiccato
sapremo la sepoltura
di ogni incendio si
ritroverà il protocollo
Civitella
Sant'Anna Boves
Marzabotto
tutte in regola
Sapremo
finalmente
quanto costò
l'assassinio
di Carlo e Nello Rosselli
ma forse a questo punto
preferiranno rinunciare
alla parola
peccato
questi grandi uomini di
stato
avrebbero tanto da
raccontare
Scritta nel 1953 da
Piero Calamandrei, sulla rivista ``Il Ponte'',
questa poesia denunciava allora, i già e non più velati,
tentativi di riscrivere la Storia, per assolvere i fascisti dalle
loro atroci responsabilità. L'aggettivo "revisionismo"
in questa poesia non è usato, e questo perchè poco conosciuto
anche tra gli intellettuali: solo in seguito nei primi anni 60,
sarà con forza attinto dal soffocato pensiero marxista e
riportato alla conoscenza delle nuove generazioni (il suo apice
nel 68/69), quale corrente di pensiero detta appunto revisionismo
che tende a revisionare non solo il pensiero e la prassi
filosofica politica che ispirò l'azione delle Brigate
Garibaldine ma a riscrivere l'intera storia.
